UNO STATO ED UNA NAZIONE IN LIQUIDAZIONE

05/08/2010 : 23:33

UNO STATO ED UNA NAZIONE IN LIQUIDAZIONE

Nel 2011 si dovrebbe celebrare il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia,evento che in qualsiasi stato civile avrebbe notevole risonanza e rappresenterebbe un momento importante di riflessione politica per fare un confronto tra dove siamo partiti a dove siamo arrivati. Purtroppo in quest'Italia in cui le istituzioni sono perennemente indaffarate a varare leggi per effettuare il salvataggio di ministri e parlamentari plurindagati, in quest'Italia in cui cialtroni semianalfabeti ricoprono cariche di governo e con la bandiera italiana dicono di pulircisi il culo in attesa di fare la secessione, questa solenne ricorrenza verrà minimizzata e celebrata sporadicamente ed in sordina.

 
Ormai è di tutta evidenza che questa Europa di banchieri, di massoni e di trafficanti deve svolgere una funzione sussidiaria e subordinata agli interessi mondiali degli USA. Questi ormai da tempo operano per disgregare gli stati europei in modo di poter disporre di un' Europa di staterelli facilmente condizionabili e pilotabili.Dopo la frammentazione della Iugoslavia, dopo la spaccatura fra Cechi e Slovacchi, si punta all'indipendenza della Bretagna, della Normandia, della Corsica.
Ma un progetto americano e massonico esiste anche per l'Italia. Anche quì si adotta il metodo già collaudato della corruzione e si inventano e si finanziano organizzazioni che propagandano il separatismo. Alla corruzione si aggiungono le carenze culturali di una popolazione condizionata da un sistema scolastico fatiscente ed una televisione demenziale.
 
 L'abbassamento dei livelli culturali e la constatazione dell'inefficienza dello stato hanno indotto alcuni a credere che solo le realtà locali, regionali o paesane,corrispondano agli interesi reali della gente mentre le realtà nazionali sono lontane ed artificiali.
Non si ha la percezione che malgrado i propagandati concetti di solidarietà, socialità, umanità, collaborazione, democrazia, giustizia i rapporti fra gli stati restano ancora rapporti di forza. Gli USA s'impongono nella politica internazionale facendosi a parole portatori di principi universali a cui fanno seguito le truppe della Nato. Non si comprende che più si è piccoli, più si è deboli e meno si conta.
Ed allora s'inventano regioni geografiche a cui si attribuisce un'omogeneità culturale cervellotica come quella della Padania celtica, oppure si fanno rievocazioni nostalgiche di un mitico stato borbonico che nella realtà non fu certo la patria della libertà, della giustizia e del progresso. Le tradizioni, i dialetti e le culture locali hanno certamente un loro intrinseco valore ma non in contrapposizione alla cultura nazionale che è essenzialmente quella con la quale siamo conosciuti a livello internazionale.
 
Nel progetto di frammentazione dell'Italia (che tornerebbe ad essere solo un'espressione geografica) s'inserisce la propaganda anti-risorgimentale. Ora, critiche a come il Risorgimento sia stato realizzato certamente se ne possono fare. Ma esistono eventi di grande rilevanza politica che si siano realizzati in maniera perfetta e totalmente esenti da qualsiasi critica?  E questa Italia che in quanto, secondo alcuni, nata dalla Resistenza doveva essere una repubblica perfetta in quali misere condizioni attualmente si trova? Si potrebbe fare un elenco di errori e di eccessi con cui il Risorgimento fu realizzato ed arzigogolare di come sarebbe invece dovuto essere. Si tratterebbe però di una disquisizione del tutto inutile ed oziosa. Il Risorgimento si realizzò nell'unico modo possibile con gli uomini e le forze in campo disponibili.
Non fu perfetto ma fu l'evento politico più rilevante che si sia vefiricato sul suolo italiano dopo la caduta dell'impero romano, evento determinato questa volta non da forze straniere ma dagli stessi italiani. Certamente non dalla totalità degli italiani, certamente solo da quelli che avevano  coscienza della portata e del valore di un'unità nazionale. Come una minoranza cosciente dette al popolo italiano un'unità nazionale,così oggi è  necessario che una minoranza cosciente operi per mantenerla.
 
 
06/08/2010

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