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Subdoli, equivoci ed inconcludenti interventi armati in Siria ed Irak da parte di USA e consociati.

09/10/2014 : 16:15

Subdoli, equivoci ed inconcludenti interventi armati in Siria ed Irak da parte di USA e consociati.

Per fare il punto dell'attuale situazione del Califfato in Siria ed Irak è necessario basarsi su alcuni incontrovertibili dati di fatto:
1°- Le truppe del califfato sono costituite da jadisti appartenenti a varie bande islamiste che sono state finanziate ed armate da Usa, Francia, Turchia, Qatar ed Arabia Saudita allo scopo di tentare di abbattere il governo siriano di Assad.

2°- Tutte le atrocità  commesse da queste bande in Siria contro cristiani e sciiti, sono state per tanto tempo cinicamente ignorate o ritenute irrilevanti  perchè nella logica criminale degli USA e dei loro alleati  quel che conta è la guerra contro Assad.

3°-  Pertanto si sono lasciati partire dall'Europa miglia di volontari per confluire nelle schiere di coloro che sono stati ritenuti criminali solo dopo le decapitazioni di alcuni americani.

4°- Le bande armate anti- Assad, rinfoltite e rifornite di potenti e sofisticati armamenti di provenienza occidentale, si sono ad un certo punto ritenute così forti ed organizzate da costituire un proprio stato indipendente con la conquista di  territori della Siria e dell'Irak.
 
A questo punto USA e consoci si sono accorti che la situazione era loro sfuggita di mano e non riuscivano più a controllarla.  I provvedimenti presi per un'azione di contrasto sono risultati però contradittori,  subdoli e potenzialmente in grado di non risolvere ma di aggravare ancor più la situazione.
Infatti mentre si crea una consociazione d'intervento internazionale   si deve prendere atto che al proprio interno ci sono gli stati che alla formazione del Califfato  hanno   fornito ogni sorta di mezzi economici e militari. Il rischio è che Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Giordania,ecc., mentre ufficialmente partecipano ad azioni di contrasto sotto banco tendano a sabotarne i risultati  continuando  a fornire  clandestinamente al Califfato i mezzi necessari per resistere.
Un secondo aspetto che avevamo già evidenziato in una  precedente occasione riguarda l'intervento di bombardieri USA in Siria. Questo è avvenuto senza l'accordo con il governo di Damasco e pertanto in palese violazione del diritto internazionale. Ma l'intervento è illegale anche per un altro motivo:  in questa, come in precedenti  occasione, gli USA hanno messo insieme una coalizione internazionale senza alcun mandato dell'ONU. E' ormai sotto gli occhi di tutti che gli USA si ritengono, mentre parlano di democrazia  di giustizia e libertà, completamente svincolati dal diritto internazionale e dal rispetto della normativa ONU. La potenza economica e militare che essi detengono li autorizza a stabilire chi sono i buoni e i cattivi ed a porsi (come ripetutamente in questi giorni ha detto Obama) alla guida del mondo ; chi non approva va eliminato.

Come era  facile prevedere, e come avevamo in precedenza previsto, i bombardamenti illegali sulla Siria  hanno provocato le dure reazioni di Iran e Russia.
Il governo iraniano ha dichiarato che non intende unire le proprie forze militari con quelle della coalizione  in quanto vi sono fondati indizi per ritenere che il fine recondito ed effettivo non sia tanto di combattere il Califfato quanto di portare la guerra in Siria per poi abbattere Assad.
Il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrof, ha recentemente dichiarato all'Assemblea generale dell'Onu che i bombardamenti in Siria senza il consenso del governo siriano è una violazione del diritto internazionale e che il vero scopo degli USA è quello di perseguire nel Medio Oriente i propri interessi, non di riportare la pace. Il giorno seguente lo stesso ministro ha dichiarato che se l'intervento militare in Siria dovesse essere rivolto anche contro le forze regolari siriane la Russia sarebbe costretta ad  in prima istanza ad intervenire con massicci ed efficaci forniture di armi al governo di Assad.

Gli USA avrebbero, con la solita arroganza, affermato che per bombardare in Siria non è necessaria l'autorizzazione di un governo che non è legale. Gli USA fanno finta di non sapere che il governo siriano è riconosciuto dall'Onu che l'otto settembre scorso ha dato incarico all' inviato speciale Staffan de Mistura  di incontrarsi a Damasco con Assad. Che i bombardamenti in Siria siano un atto illegale lo ha dichiarato il 25 settembre anche Carla Del Ponte membro della Commissione Indipendente dell'ONU sui crimini di guerra, la quale ha esplicitamente affermato: "L'attacco USA in Siria è una violazione del diritto internazionale".

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